L'itinerario promosso dall'associazione Fantasmatica

per tutti i sabato e domenica di maggio e domenica primo giugno

con visite guidate per gruppi di max. 25 persone.

La partecipazione all’evento è gratuita con prenotazione obbligatoria 

 

“Intorno al 1448, a leggere i documenti che avanzano dalla corte aragonese, si avverte […] che qualcosa di nuovo era entrato nella vita del conquistatore di Napoli, del re Alfonso d’Aragona. Qualcosa di radioso e affascinante, di dolce e di voluttuoso, che si insinua dappertutto, e determina il mutato costume del sovrano" (B. Croce).

 

Madama Lucrezia, la dama che conquistò il cuore di re Alfonso, è uno dei personaggi più affascinanti e romantici descritti da Croce. Nel percorso che si snoda lungo i vicoli del centro storico, giungendo fino a Castelnuovo, Lucrezia D'Alagno rivive attraverso la sua stessa "voce". I fatti e le imprese del magnifico regno aragonese saranno restituiti ai visitatori alla luce del loro "amor tanto miraviglioso"

L’itinerario promosso dall’associazione Fantasmatica s’inserisce nel programma della XX edizione del Maggio dei Monumenti. Esso coincide quest’anno con il Forum delle Culture che fa della Conoscenza uno dei principali assi tematici su cui si impernia l’offerta culturale. E proprio la conoscenza, anche critica della storia, dei protagonisti e della città è alla base di questo percorso che intende offrire al visitatore la potenza di un passato ancora vivo.

“Digna è questa perla 

esser signora de l'antica Grecia

non so se dico Dea over Lucrezia.”

Alfonso il Magnanimo (1395-1458)

 

Fu re di Aragona, conte di Catalogna e re di Napoli. Per la successione al trono partenopeo lottò a lungo contro la dinastia francese degli Angiò conquistando la città partenopea solo nel 1442. Intenzionato a perseguire una politica di espansione mediterranea, fu assai attento nei confronti degli assetti fiscali e finanziari.

Con l’arrivo di Alfonso il regno di Napoli e quello di Sicilia, scissi dal tempo dei Vespri Siciliani (1282-1302), si ricongiunsero sotto la corona aragonese. Questa ritrovata unità non era comunque destinata a durare a lungo. Poco dopo la conquista della città partenopea infatti, con il Parlamento di San Lorenzo, il Re designava a proprio erede sul trono di Napoli il suo figlio illegittimo Ferrante.

Durata itinerario 3 ore - Info e prenotazioni maggiofantasmatico@gmail.com

366 33 48 735 

Lucrezia d’Alagno (1430 ca-1479)

 

D’origine patrizia amalfitana, aveva circa diciotto anni quando incontrò il cinquantaquattrenne sovrano Alfonso I d’Aragona al quale fu legata da “sacra amicizia”.

Ella, “con le sue fresche grazie di fanciulla, con la perspicacia dell’intelletto, con la virile risolutezza del carattere, col suo garbo di diplomatica, e con la singolare facondia, seppe legare e stringere saldamente al suo dominio il re già prossimo alla vecchiezza”. Osannata e rispettata, anche per la scelta di non concedersi carnalmente ad Alfonso se non dopo un regolare matrimonio, fu riconosciuta vera regina di Napoli, e ricevette presso la propria abitazione ambasciatori e politici, oltre che l’imperatore Federico III. La comune speranza di rendere legittimo il vincolo che legava Lucrezia ed Alfonso, condusse la fanciulla sino a Roma, dove nel 1457 si presentò alla curia di Callisto III per chiedere l’annullamento del matrimonio di Alfonso dalla moglie Maria di Castiglia. Il pontefice, pur accogliendola con tutti gli onori, si rifiutò di sciogliere il matrimonio.

Poco tempo dopo, nel giugno del 1458, Alfonso moriva e succedeva al trono suo figlio Ferrante. Lucrezia d’improvviso si trovò ad essere accusata di aver caldeggiato la congiura dei baroni regnicoli. Il precipitare della situazione politica nel regno la costrinse a lasciare Napoli ed a rifugiarsi prima in Dalmazia, poi a Ravenna ed infine a Roma, dove risiedette fino alla morte. Il suo ricordo nella città romana è ancora vivo grazie alla dedica ad essa di una delle sei statue parlanti di Roma, quale unica rappresentante femminile.

“Sai quanno fuste, Napule, corona?

Quanno regnava casa d’Aragona” 

Gli ultimi anni del governo di Alfonso furono segnati da una certa insofferenza dei grandi feudatari nei confronti dell’autorità regia che sfociò poi, sotto il regno di Ferrante, in una serie di congiure e atti di rivolta. Ad essi il figlio di Alfonso pose fine nel 1487 quando giustiziò, nella sala oggi detta per l’appunto Dei Baroni, l’intero consesso dei ribelli attirati con l'inganno.

Se da un punto di vista politico Alfonso il Magnanimo scontentò parte dei sudditi napoletani, in particolare abolendo il seggio del Popolo, da un punto di vista culturale egli fece della città una vera e propria capitale mediterranea.

La sua corte era frequentata da umanisti, poeti e letterati e nota era la passione del sovrano per i classici latini e greci. Ristrutturò inoltre il Castelnuovo, aggiungendovi il mirabile arco di trionfo dove sopravvive quella che è probabilmente l'unica vera immagine di Madama Lucrezia.

La XX edizione del Maggio dei Monumenti 

dal 1 maggio al 1 giugno 2014

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Elvira Acampora